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Giacomo Puccini compositore di opere liriche, ce l’ho nel sangue io, e a prescindere da ciò, amo elogiarlo con canti e suonate presso la sua statua, nelle vie e piazze di Lucca, con persone studi e fatti. Ecco curiosità biografia video d’epoca documentari opere liriche e ricerche sul mito toscano Giacomino, che spesso viene a farmi visita nei miei sogni e dicendomi all’orecchio: NESSUN DORMA” mi risveglia dal torpore e mi dona consigli per la dura realtà quotidiana, tra cacciatori prede, tecnologia amici poesia e musica.
In questo inno a Giacomo ascolterete anche Musica classica per il vostro (e mio) relax ! Grazie Giacomino ci vediamo a Lucca alla tua casa museo e metto anche la mappa.
Grullo Grulli 9 maggio 2022

Monumento Giacomo Puccini indirizzo statua Via di Poggio, 34, 55100 Lucca LU

Lettera a Giacomo Puccini

Caro Giacomino ti scrivo.. Grazie di essermi apparso l’altra notte con i tuoi baffi neri come l’inchiostro e le dita sudate di tasti melodiosi.. Nessun Dorma e alzate le penne… e girate le palle ❤ Grazie maestro! ❤️ Ieri eri in compagnia di un gruppo di turisti e ti vedevo felice ☺ ciao Giacomino ! ❤️
Puccini che molto spesso mi sovviene nei miei sogni e che saluto e vennero ogni volta che passo la sua statua e casa a Lucca….
Grullo Grulli 25 giugno 2021

Giacomo Puccini www.puccinifestival.it clicca per fonte e sito

Giacomo Puccini è stato un compositore italiano, considerato uno dei maggiori e più significativi operisti della storia musicale.

Giacomo Puccini nasce a Lucca il 22 dicembre 1858 da una famiglia che da quattro generazioni è dedita alla musica, sia dal lato paterno che materno.

Il padre, Michele (1813-1864) muore quando Giacomo ha poco più di cinque anni, e l’educazione musicale del ragazzo viene affidata allo zio materno Fortunato Magi, poi a Carlo Angeloni, entrambi ex allievi del padre.

Seguendo le tradizioni familiari, Puccini diventa fanciullo cantore (1868), quindi organista (1872); e in questa veste è attivo anche come precoce compositore.
Nel 1874 è ammesso all’istituto Musicale Pacini di Lucca, e due anni dopo scrive il Preludio a orchestra.
Nel 1880 si congeda da Lucca con una Messa di gloria che riceve un’ottima accoglienza e, attratto dal teatro, nel novembre si trasferisce a Milano per sostenervi l’esame di ammissione al Conservatorio, dove ebbe come insegnanti Antonio Bazzini, soltanto per poco più di un mese, e Amilcare Ponchielli.
Nel luglio 1883 conclude gli studi facendo eseguire come saggio finale il Capriccio sinfonico, diretto da Franco Faccio, che viene molto ben giudicato.

Le sue prime composizioni erano radicate nella tradizione dell’opera italiana del tardo XIX secolo.

Tuttavia, successivamente, Puccini sviluppò con successo il suo lavoro in una direzione personale, includendo alcuni temi propri del Verismo musicale, un certo gusto per l’esotismo e studiando l’opera di Richard Wagner sia sotto il profilo armonico che orchestrale e per l’uso della tecnica del leitmotiv.

Giacomo Puccini è una delle figure principali del teatro musicale italiano a cavallo tra il XIX e il XX secolo: compositore conosciuto in tutto il mondo che ha dato vita ad opere immortali come Tosca, Madama Butterflly, La Bohème, veri e propri capolavori stilistici che restano nel nostro patrimonio artistico a testimoniare la grandezza di chi le ha realizzate.

Puccini prese la sua decisione di dedicarsi ad essa totalmente solo dopo aver assistito all’Aida di Giuseppe Verdi: perciò partì da Lucca, città natale, insieme ad alcuni amici, e raggiunse a piedi Pisa dove veniva rappresentata; fu proprio questa esperienza a determinare in Puccini la volontà di divenire un compositore di opere liriche.

Ricevette la formazione musicale presso il conservatorio di Milano, sotto la guida di maestri come Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli, dove fece amicizia con Pietro Mascagni.
Le opere più famose di Puccini, considerate di repertorio per i maggiori teatri del mondo, sono La bohème (1896), Tosca (1900), Madama Butterfly (1904) e Turandot (1926).

Di quest’ultima, il compositore non riuscì a completare la partitura, poiché si spense stroncato da un tumore alla gola poco prima di terminare le ultime pagine (il Maestro era un forte fumatore). L’opera fu poi completata con finali diversi: quello di Franco Alfano (il primo, coevo alla prima assoluta ed ancor oggi più eseguito); successivamente nel XXI secolo per opera di Luciano Berio, abbastanza rappresentato.

All’inizio della sua carriera Puccini scrisse molte lettere alla madre, agli amici, in cui si manifestano tutte le difficoltà, soprattutto economiche, di un artista agli esordi.

Queste epistole sono state raccolte in un volume edito da Olschki che ricostruisce una parte, forse la più avvincente, della vita di Puccini.

I lavori di Puccini erano dedicati esclusivamente al teatro musicale e, a differenza dei grandi nomi del movimento avanguardista del XX° secolo, compose musica sempre con l’intento di interpretare e soddisfare i gusti del pubblico.
Ha compiuto numerosi viaggi in giro per il mondo per assistere alle prove ed essere presente durante le rappresentazioni delle sue opere in Europa e in America.
Nel corso della sua vita, ha composto un limitato numero di opere – 12 per la precisione – dato che il suo interesse principale era quello di perfezionare i suoi meccanismi teatrali fino a realizzare opere perfette, che fossero in grado di entrare a far parte in seduta stabile, dei repertori operistici dei maggiori teatri lirici di tutto il mondo.
Interesse, varietà, rapidità, sintesi, profondità e molti trucchi scenici sono gli ingredienti fondamentali del suo teatro.

Giacomo era amante della caccia, delle automobili e delle donne.

Un dandy elegante e buongustaio dall’umorismo tipicamente toscano. Giacomo Puccini, il celebre compositore della Tosca

Giacomo Puccini guardate com’é bello ❤️ ti amo G. G. 👍🤪

Giacomo Puccini nacque a Lucca il 22 dicembre 1858, ultimo di una dinastia di compositori che da più di un secolo…..

Giacomo Puccini nasce a Lucca da una famiglia che da quattro generazioni è dedita alla musica

 Amava le automobili, era un dandy ma anche un “toscanaccio” vero.

Ha sofferto la povertà, tanto da non potersi permettere un abbonamento alla Scala, ma poi è diventato ricco grazie alle sue opere. Tra aneddoti e testimonianze ecco chi era il celebre compositore di Lucca.

LA PASSIONE PER LE AUTO DI GIACOMO

Oltre alla musica Puccini aveva una grande passione: le automobili. Ne ha acquistate 14, tra cui una meravigliosa Isotta Fraschini e alcune Fiat.

Altra grande passione di Puccini furono i motori e la velocità: amava guidare su auto dell’epoca sfrecciando dalla sua residenza a Torre del Lago fino a Viareggio o Forte dei marmi; ma poiché un’altra sua grande passione era la caccia, presto si rese conto che nessuna delle auto prodotte fino ad allora era adatta a terreni sterrati e chiese a Vincenzo Lancia di realizzare quello che possiamo considerare il primo fuoristrada al mondo: un’auto con telaio rinforzato e ruote artigliate in grado di muoversi su terreni accidentati.

Nella foto del 1902 è a bordo di una De Dion Bouton di 5 cavalli. Macchine molto belle e sicuramente costose che non gli permettevano però di andare fuori strada, cosa che amava fare durante le sue battute di caccia. Così chiese a Vincenzo Lancia di creare appositamente per lui un’automobile con telaio rinforzato e ruote adatte.

Una sorta di primo suv. Gli costò 35 mila lire, l’equivalente di circa 150 mila euro di adesso.
Il 25 febbraio del 1903 a bordo di una delle sue automobili, una Clement Bayard, insieme con la moglie Elvira e il figlio Antonio, fece un brutto incidente stradale di ritorno da Lucca a Torre del Lago, dove viveva.

L’auto finì in un fosso e Puccini si ruppe una gamba, rallentando per diversi mesi la stesura della Madama Butterfly.

NON SOLO AUTO MA ANCHE CASE, BARCHE E YACHT

Puccini era un vero e proprio “spendaccione”. Oltre alle 14 automobili acquistò sei case, cinque barche a motore e un costoso yacht che chiamò Cio-Cio-San che è il nome della geisha protagonista di Madama Butterfly. La ricchezza arrivò proprio grazie al successo delle sue opere composte per lo più nella pace di Torre del Lago, piccola località di cui si innamorò subito dopo aver trascorso lì un periodo di villeggiatura. Comprò così l’antica torre, da cui prende il nome il paese, e la trasformò in una dimora dotata di tutte le modernità dell’epoca: elettricità, telefono, termosifoni centralizzati. Davanti alla cancellata della sua villa aveva una piccola rimessa proprio per le barche. Pescatori e cacciatori erano compagni abituali del maestro.

LA POVERTÀ DI GIACOMO PUCCINI

Automobili, case, barche, yacht.

Puccini nella sua vita ha sostenuto spese elevate per soddisfare le sue passioni.

E forse fu anche una reazione alla povertà e alle ristrettezze patite in gioventù.

Non nacque infatti in una famiglia benestante, tutt’altro. Rimasto presto orfano di padre, da cui ricevette i primi insegnamenti musicali, in una lettera alla madre quando aveva poco più che 20 anni, si lamenta di non potersi permettere un abbonamento alla Scala che allora costava 130 lire, circa 600 euro di oggi.

Proprio lui. E ancora in un’altra lettera le scrive: “Ho da pagare 15 giorni di pensione e se vengo a Lucca mi ci vogliono 20 lire per riscattare l’orologio e lo spillo che sono… a respirare aria di monte” (con riferimento al monte di pietà dove aveva dato come pegno un orologio e una spilla).
Così nel 1876, quando aveva solo diciotto anni, fece a piedi da Lucca a Pisa insieme con gli amici per andare a vedere l’Aida non potendosi permettere né un biglietto del treno né tantomeno una carrozza.

L’opera di Verdi fu per lui una vera e propria folgorazione e in quel momento capì che quella sarebbe stata la sua strada. “Il Dio santo mi toccò col dito mignolo e mi disse: ‘Scrivi per il teatro, bada bene, solo per il teatro’. E ho seguito il Supremo consiglio” racconta in una lettera.

La Bohème

La Bohème è la conversione in lirica di un’opera teatrale di Murger “Scene della vita di bohème” che ritrae uno stile di vita trasandato, povero, malinconico ma anche spensierato che in quegli anni in Italia viene interpretato da un movimento noto come Scapigliatura. 

PUCCINI ERA UN MAESTRO BUONO E GENEROSO

Puccini era un uomo buono ed estremamente generoso. Così si lamentava di non poter aiutare la sorella rimasta vedova dopo appena sei anni di matrimonio: “E’ morto Alberto Marsili e la povera Ninetti è rimasta in miseria completa.

Poverina! Almeno fossi in grado di aiutarla! Ma colla bolletta che tira è già un miracolo che sbarco il lunario. Sono stufo di lottare contro la miseria, sempre!”.

Smetterà di lottare contro la miseria grazie al successo delle sue opere. E riuscirà presto a dare a sua sorella un assegno annuale.

Non solo. Riuscirà a ricomprarsi anche la casa natale che era stato costretto a vendere.
Un altro esempio della bontà del maestro arriva da un ritratto che ne fa il grande compositore russo Igor Stravinskij:

“Quando mi presi il tifo e mi misi a letto, Puccini fu una delle prime persone che venne a farmi visita (a differenza di qualche amico che per paura del contagio non si era fatto vedere). Era un uomo affettuoso, un gentleman affabile e democratico”.

Tosca

La Tosca nasce come testo teatrale prodotto da un giovane insegnante di francese, Victorien Sardou.

Messo in scena a Milano nel 1890 stimolò subito in Puccini l’idea di tradurlo in melodramma e dopo qualche anno, dopo averlo rivisto a Firenze, si determinò infatti a convertirlo nella celeberrima e omonima opera lirica

Stravinskij racconta: “A una rappresentazione di Petrouschka a Parigi fui presentato a Giacomo Puccini. Puccini, uomo imponente e di bell’aspetto anche se un po’ troppo dandy, fu subito molto cortese con me”.
L’origine toscana di Puccini lo rese amante del buon cibo. Secondo diverse testimonianze mangiava di tutto, non solo la selvaggina che si procurava con la caccia.

Giacomo amava soprattutto i cibi della sua terra, tra cui i fagioli tanto da mandare al suo amico ed editore Giulio Ricordi una ricetta specificando di aggiungere alcuni ingredienti come foglie di salvia o teste d’aglio.

Simonetta Puccini

L’unico figlio di Puccini, Antonio, ebbe un figlia sola, nata fuori dal matrimonio, Simonetta Puccini, che ha dovuto affrontare una lunga battaglia giudiziaria prima di essere riconosciuta legittima erede di un patrimonio molto importante e autorizzata a portare il cognome del padre.

Simonetta, che purtroppo è venuta a mancare nel dicembre 2017, ha istituito una Fondazione che persegue lo scopo di preservare e diffondere il ricordo della vita e delle opere del nonno

CACCIATORE DI UCCELLI SELVATICI, LIBRETTI D’OPERA E BELLE DONNE

Puccini stesso amava definirsi “un cacciatore potente di uccelli selvatici, libretti d’opera e belle donne” per riassumere le sue principali passioni. In realtà, pur avendo avuto molte avventure sentimentali, Puccini rimase sempre legato alla sua Elvira, da cui ebbe l’unico figlio: Antonio. Era una donna sposata con un commerciante che nel nel 1886 abbandonò il marito per lui.

Solamente nel 1904, dopo la morte del marito, i due poterono legalizzare la loro convivenza e legittimare il figlio Antonio, che aveva già compiuto i 17 anni. Dopo la nascita del figlio Puccini, per proteggere Elvira dal chiacchiericcio (all’epoca i figli fuori dal matrimonio erano sicuramente oggetto di polemiche), decise di andare a vivere a Monza.

GIACOMO AMAVA MANGIARE I FAGIOLI

L’origine toscana di Puccini lo rese sempre amante del buon cibo ma sembra che avesse una particolare predilezione per i fagioli; durante gli anni trascorsi al Conservatorio di Milano scriveva alla madre lamentando la mancanza dei cibi preferiti; dopo il successo e la fama ottenuti spedì al suo amico ed editore Giulio Ricordi una dose dei legumi con tanto di ricetta

PUCCINI ERA UN SIMPATICO “TOSCANACCIO”

Puccini era sicuramente un uomo simpatico e con un forte senso dell’umorismo.

Tra i suoi amici troviamo persone di ogni rango: colleghi, artisti, nobili, negozianti, preti e proprietari terrieri. Era abituato a scrivere lettere in rima e, da toscano verace, era anche solito aggiungere qualche parola un po’ scurrile.

Così in una lettera a uno dei suoi librettisti, Giuseppe Giacosa, durante la composizione di Tosca:

“Vien con me! Voglio portarti colle mie braccia con forze arcane fino a Cirié (in Piemonte)… sino alla morte inver baciarti voglio i piè …. amo la donna grassa per suo dedrè”.

Madama Butterfly

Una delle opere più rinomate oggi nel panorama dell’opera teatrale fu, al suo esordio alla Scala di Milano nel 1904, un vero disastro: accolta dal pubblico con fischi e boati che non demoralizzarono Giacomo; nello stesso anno a Brescia infatti la sua opera ebbe il riconoscimento e il successo meritato consentendogli di spiccare il volo verso altre grandi soddisfazioni

Giacomo Puccini è stato un compositore italiano, considerato uno dei maggiori e più significativi operisti della storia musicale.

Le sue prime composizioni erano radicate nella tradizione dell’opera italiana del tardo XIX secolo. Wikipedia

La Turandot

Opera lirica incompiuta che rappresenta anche la fine dell’autore perché durante la sua stesura Puccini appunto morì. Aggredito da un tumore alla gola non riuscì a portare a termine questa magnifica opera che venne completata da uno dei suoi allievi, Franco Alfano.

Nell’ambiente teatrale venne perciò decretata la fine dell’opera come genere a causa del decesso del maestro come ebbe a dire Toscanini interrompendo l’esecuzione dell’opera che stava dirigendo: “Qui termina l’opera perché l’autore è morto”.

L’ultima opera, “Turandot”, iniziata nel 1920 rimase incompiuta, interrotta dalla morte di Puccini quando mancava soltanto il finale dell’ultimo atto: il compositore morì a Bruxelles il il 24 novembre 1924, per sopraggiunte complicazioni durante la cura di un tumore all’esofago.

La morte di Giacomo Puccini

La morte di Puccini fu un lutto per l’Italia intera e per tutti i suoi sostenitori sparsi nel mondo. Inizialmente il compositore venne seppellito a Milano, ma nel 1926 il figlio Antonio fece trasferire le sue reliquie a Torre del Lago in una piccola cappella privata della villa sul lago dove Puccini aveva composto i suoi capolavori.

Le ultime due scene della “Turandot” furono terminate da Franco Alfano, ma la sera della prima rappresentazione il maestro Toscanini interruppe l’esecuzione là dove il maestro l’aveva interrotta, con la morte di Liù.

PUCCINI MUSEUM

All’interno delle Mura della storica città di Lucca, Piazza Cittadella e Corte San Lorenzo sono luoghi densi di memoria, che rimandano direttamente all’infanzia e alla prima giovinezza di Giacomo Puccini.


Il cuore di questo suggestivo itinerario è il Puccini Museum Casa natale, dove Giacomo Puccini nacque il 22 dicembre 1858.

Qui crebbe insieme alle sorelle, al fratello e ai genitori, iniziando gli studi musicali e componendo da adolescente i primi lavori.
Lasciò la casa di famiglia per proseguire a Milano i propri studi perfezionando la sua vocazione e aspirazione per l’opera lirica.

Venduta per sopperire a difficoltà economiche, l’abitazione tornò di proprietà di Giacomo Puccini dopo il successo di Manon Lescaut e da allora è rimasta proprietà dei discendenti del Maestro per giungere infine al patrimonio della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e alla gestione della Fondazione Giacomo Puccini.

Oggi conserva arredi, documenti, spartiti e preziosi oggetti appartenuti al musicista, tra cui il pianoforte Steinway & Sons su cui compose molti dei suoi lavori, tra i quali Turandot.

In Piazza Cittadella si può apprezzare il monumento bronzeo a Giacomo Puccini, opera di Vito Tongiani donata alla città dall’Associazione Industriali di Lucca nel 1994.

Sempre in Piazza Cittadella si affaccia la Biglietteria del Puccini Museum, situata nei locali che furono il passaggio delle carrozze di Palazzo Mazzarosa, che ospita anche il Bookshop con una vasta offerta di prodotti editoriali, spartiti, gadgets, cartoline e altri souvenir dedicati al Maestro.

Villa Museo Giacomo Puccini a Torre del lago Massaciuccoli Lucca clicca per fonte e articolo

Villa Puccini sul lago di Massaciuccoli Lucca

Questo è il luogo dove Puccini passò gli ultimi anni della sua vita, la casa museo è tutt’ora visitabile.

Ogni anno nel teatro sul lago durante il Puccini Festival si svolge la rappresentazione delle più famose opere liriche. Sono anche possibili diversi itinerari sul lago prendendo uno dei battelli.

La Villa Museo Giacomo Puccini è una piccola abitazione a due piani dal tipico aspetto delle ville borghesi di fine ‘800.
Dopo l’edificazione della villa gli amici pittori del maestro furono chiamati a decorare gli interni ed affrescare le pareti, che tuttora sono presenti in questa veste come gli arredi originali.
Nella Villa Museo Giacomo Puccini potrete ammirare il suo rinomato pianoforte Foster e la sediolina girevole con cuscino di pelle su cui il maestro dette vita a Madama Butterfly, La Fanciulla Del West, La Rondine ed il Trittico.

Puccini dimorò nella villa fino al 1921, quando si trasferì definitivamente a Viareggio a causa dell’acquisto del lago da parte della società Ilva-Torbiere d’Italia: la grande mole dello stabilimento e l’altezza delle ciminiere rompono l’incanto del lago.

Puccini a torre del lago Massaciuccoli Lucca clicca per fonte e articolo

Links alle fonti video Youtube e ricerche Google su Giacomo Puccini

Interessante documentario sul grande compositore lucchese attraverso la ricostruzione di filmati d’epoca
Giacomo Puccini Turandot Nessun dorma
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1 ora della migliore musica lirica strumentale di G. Puccini – Musica classica per il relax
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Full opera Madama Butterflly by Puccini Giacomo
videolezione youtube in italiano Giacomo Puccini, vita opere e curiosità (parte 1)
Luciano Pavarotti sings “Nessun dorma” from Turandot (The Three Tenors in Concert 1994)

Mappa interattiva Google Maps monumento e casa Museo di Giacomo Puccini Lucca

Puccini Museum – Casa Natale di Giacomo Puccini http://www.puccinimuseum.org
La Casa natale cuore di Puccini Museum complesso museale a Lucca dedicato al grande compositore Giacomo Puccini.

Giacomo Puccini – Fondazione Festival Pucciniano

https://tg24.sky.it/spettacolo/2019/12/06/tosca-opera-prima-della-scala

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https://nonsolocultura.studenti.it/10-cose-da-sapere-su-puccini-451431.html

La vita – Puccini Museum – Casa natale di Giacomo Puccini

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